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Sedia a rotelleVoglio condividere con voi la bellissima testimonianza di un caro credente, che io stesso ho conosciuto e sentito. Fin da giovane ha avuto problemi di salute, arrivando poi a rimanere per tutta la vita sulla sedia a rotelle. Riflettevo su questo e mi sono chiesto: cosa farei se un giorno anche io finissi su una sedia a rotelle? Come vorrei che gli altri mi trattassero? Riuscirei ad andare avanti, a rifarmi una vita nonostante la scarsa mobilità?

Forse non ci riuscirei mai, ma so una cosa, che Franco con l’aiuto di Dio non si è abbattuto, anzi si è tirato su e ha continuato a vivere e ancora oggi, continua a servire il Signore, il suo personale Salvatore!


Il mio nome è Franco Liotti, sono nato a Napoli il 1/1/1948, negli anni difficili del dopo guerra. Quando avevo poco meno di due anni fui colpito dalla poliomielite e da allora sono rimasto paralizzato agli arti inferiori. Di giorno devo indossare un busto ortopedico perché anche la spina dorsale è rimasta paralizzata. Comunque, nonostante le ovvie limitazioni fisiche causatemi dalla polio, conduco ugualmente una vita intensa e attiva e posso ritenermi appagato sotto molti aspetti. Naturalmente ho attraversato anche i miei momenti brutti e difficili, mah… andiamo con ordine.
La mia famiglia era molto religiosa (soprattutto mia madre) e – ritenendo di fare la cosa giusta – mi mandarono due volte al santuario di Lourdes, in Francia. La prima volta avevo sei anni e la seconda volta ne avevo otto. I miei genitori erano convinti che la madonna di Lourdes avrebbe compiuto il miracolo di farmi camminare, e ovviamente ci credevo anch’io, poiché tutti mi dicevano che la madonna mi avrebbe “guarito”. In realtà lì non avvenne alcun miracolo e io rimasi deluso al punto tale che gettai letteralmente alle ortiche “l’acqua sporca con tutto il bambino”. In pratica, non volevo più saperne di Lourdes e di tutto quello che aveva a che fare con la religione, benché all’età di otto anni dovetti ritornare a Lourdes, ma la seconda volta ci andai solo per accontentare i miei genitori.
Intanto mi sforzavo di condurre una vita “normale” – con l’aiuto della mia famiglia – ma non era facile, perché la società dell’epoca ignorava le persone disabili molto più di oggi.

[pullquote]E tu, che rapporti hai con le persone disabili?[/pullquote]

Con una certa difficoltà ho potuto frequentare la scuola e, a modo mio, e con l’aiuto dei miei compagni, giocavo anche a calcio come portiere: prendevo la scopa (spesse volte semi-nuova), liberavo il bastone dalla scopa vera e propria, e in tal modo avevo inventato una sorta di base-ball-calcio. A volte prendevo i piedi di qualche giocatore, altre volte prendevo qualche pallonata in faccia, qualche volta “paravo” il pallone, e così ho trascorso – “spensieratamente” – parte della mia fanciullezza e della prima adolescenza. Intanto i grandi interrogativi della vita tormentavano sempre più il mio animo e non riuscivo a trovare risposte esaurienti: Chi sono io? Perché sono qui? Qual è lo scopo della mia vita? Dove vado? Perché proprio io ho la polio? Cosa – oppure a chi – ho fatto di male?
Fu proprio in quel delicato momento di domande profonde e di risposte insoddisfacenti, che – finalmente – per la prima volta la Bibbia entrò nella nostra casa, e vi entrò a seguito della conversione a Cristo di mia sorella. Mia madre non fu contenta del cambiamento di mia sorella e all’inizio neanche io mi rendevo conto cosa stesse succedendo. Però, un po’ per curiosità, un po’ perché all’epoca avevo molto tempo libero, cominciai a leggere la Bibbia (inizialmente all’insaputa di tutti).
L’assidua lettura della Parola di Dio (ormai non più di nascosto) pian piano cominciò a dare delle risposte soddisfacenti alle mie tante e angosciose domande, e nello stesso tempo mi aiutò letteralmente a conoscere Gesù Cristo. Mi affascinava il suo stile di vita, mi avvincevano i Suoi discorsi, però a un certo punto mi accorsi – sempre dalla lettura della Parola di Dio – che ero un peccatore, perduto, separato da Dio ma (nello stesso tempo) amato da Dio. Mi resi conto che Gesù aveva dato la Sua vita per la mia salvezza e che era risuscitato dalla morte per la mia giustificazione. Perciò mi rivolsi a Lui in modo semplice ma sincero. Gli chiesi di perdonare i miei peccati e di venire in me per essere il mio Salvatore e il mio Signore. Nella Sua grazia, il Signore Gesù mi ascoltò e mi salvò, non solo per l’eternità, ma anche da una vita insulsa e vuota. Fra l’altro, mi salvò proprio in un momento cruciale della mia vita, perché ero reduce anche da un tentativo di suicidio che (grazie a Dio) non avevo attuato solo per paura.
Dal giorno che il Signore mi salvò (Settembre 1963) sono cambiate molte cose nella mia vita – benché sto sempre sulla sedia a rotelle – e quando (nel 1970) Gli chiesi – per ben tre mesi – di farmi alzare dalla sedia a rotelle (perché ritenevo che per servirLo efficacemente bisognava poter camminare) dato che la Sua risposta fu negativa, lì per lì rimasi scioccato ed entrai in crisi (per altri tre mesi). Ma nella Sua infinita bontà, il Signore ebbe ancora pietà di me, infatti mi fece capire che mi amava sempre e che voleva che io Lo servissi, ma a modo Suo, stando cioè seduto sulla mia sedia ortopedica. In definitiva, accettai (molto serenamente) le parole che Dio disse tanti secoli fa all’Apostolo Paolo in una circostanza simile alla mia, perché anche quel grande Apostolo aveva una seria disabilità, e il Signore (in risposta alla sua preghiera) Gli disse: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (2 Co. 12:9).
Dopo aver accettato nuovamente la Sua volontà, il Signore mi diede (nell’Ottobre del 1970) il privilegio di frequentare per tre anni l’Istituto Biblico Evangelico Italiano di Roma, presso il quale mi sono diplomato nel 1973. Mi ha dato una cara moglie (Carlotta) con la quale sono felicemente sposato dal 1975. Ci ha dato due cari figli, Gabriele e Alessandro. Da oltre trent’anni il Signore mi dà anche il privilegio di servirLo totalmente in vari modi e con diversi ministeri, infatti: insegno la Bibbia nelle Chiese evangeliche, predico nelle campagne evangelistiche, ho fatto molti programmi evangelistici per le radio cristiane, faccio conferenze evangeliche, insegno nei vari centri evangelici esistenti in Italia, ecc., tutto ciò stando seduto su una sedia a rotelle.
Veramente, Egli ha fatto per me – nella Sua grazia – molto di più di quello che “domandavo o pensavo. A Lui sia la gloria” (Ef. 3:20, 21).
Franco Liotti

(La testimonianza è stata presa da una pagina pubblica su facebook)


Ruben

Ruben, Nato a Luino (varese) il 19-giugno-1991. Convertito al vangelo il: novembre 2008 all'età di 17 anni. Servo il Signore predicando la Parola come "predicatore" nella mia assemblea(Luino) e ,di tanto in tanto, anche in altre assemblee evangeliche. Dal 2010 servo il Signore usando la mia passione (informatica) ho quindi aperto il sito internet: www.semplicementelavorando.it

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