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inizio seconda parte dello studio.
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Gesù è Dio

Ci sono alcuni passi nel Nuovo Testamento, in cui il Signore Gesù parla in modo particolarmente regale di Sé stesso come l’«Io sono». In questa autorivelazione Egli utilizza la stessa espressione con cui Dio nell’Antico Testamento si definisce nei confronti del Suo popolo, come unico Signore e Salvatore del mondo.

Possiamo dire che Gesù è la “parte” di Dio inviata agli uomini. Non crediamo in tre dei, ma in un solo Dio che si rivela in tre Persone distinte.

Dal XIII secolo dopo Cristo proviene un’esegesi ebraica su Deuteronomio 6,4: «Ascolta, Israele: Il Signore, il nostro Dio, è l’unico Signore.» Nell’interpretazione leggiamo: «Perché è necessario citare tre volte il nome di Dio in questo versetto? Il primo, Jahwe, è il Padre. Il secondo è la discendenza di Iesse, il Messia, che deve venire dalla famiglia di Iesse, tramite Davide. E il terzo è la via che si trova sotto (cioè lo Spirito Santo, che ci mostra la via) e questi tre sono uno.» (cit. in: Wie erkennt man den Messias?, pag. 23, Der Òlbaum e.V., Lorrach.)

Consideriamo ora i tre punti dell’autorivelazione di Gesù Cristo come l’«Io sono»:

 

1. Gesù dice in Giovanni 13,19: «Ve lo dico fin d’ora, prima che accada; affinchè quando sarà accaduto, voi crediate che Io sono.» Gesù annunzia in tal modo che Egli è Jahwe, l’«Io sono» del popolo di Israele.

 

2. Una delle più emozionanti autorivelazioni di Gesù si trova nel Suo confronto con i sommi sacerdoti ebrei:«Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che Io sono, morirete nei vostri peccati». Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose loro: «Sono per l’appunto quel che vi dico» (Gv 8,24-25). Quando gli ebrei Gli chiesero: «Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?» (Gv 8,53), Gesù diede loro questa risposta: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, Io sono».

Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio» (v 58-59).

 

3. Pensiamo ad altre parole di Gesù che menzionano l’«Io sono»:

«Io sono il pane della vita» (Gv 6,35).
«Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12; 9,5).
«Io sono la porta …» (Gv 10,9).
«Io sono il buon pastore» (Gv 10,11.14).
«Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25).
«Io sono la via, la verità e la vita …» (Gv 14,6).
«Io sono la vite …» (Gv 15,1.5).

 

4. La più forte affermazione del fatto che Gesù è realmente Dio ci sembra essere stata enunciata nel Getsemani. Infatti, in Giovanni 18,3-6 leggiamo: «Giuda dunque, presa la coorte e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, andò là con lanterne, torce e armi. Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro. Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.»

Evidentemente, qui il Signore Gesù si rivela con il nome di Dio come «Jahwe», Colui che esiste grazie alla Sua potenza. Le conseguenze di ciò furono che le guardie indietreggiarono e caddero a terra.

 


Le conseguenze di questa verità

Questo Gesù che venne al mondo in una stalla, che visse l’esistenza umana e il suo sviluppo come ognuno di noi, che crebbe come un normale ragazzo, dal punto di vista fisico, spirituale e psicologico, che invecchiò così come qualunque altro, questo Gesù è Jahwe dall’eternità ed è sempre esistito. «Io sono colui che sono.» Di Lui è scritto anche nell’epistola agli Ebrei: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Eb 13,8).

Perché dovette diventare uomo? Perché Dio non può morire. Poiché Dio scelse di morire per i peccati degli uomini, dovette diventare uomo e quindi comparve in Gesù Cristo. Di questa autoprivazione divina di Dio in Suo Figlio leggiamo che: «pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce» (Fi 2,6-8). L’espressione «in forma di Dio», nel testo originale greco corrisponde a “morphe schema”. Queste due parole definiscono la forma obiettiva di qualcosa così com’è e indipendente da chi la osserva. Gesù è Dio ed esiste in eterno, così come è Dio.

Nasciamo in forma umana e vogliamo entrare nella vita eterna. Gesù invece è venuto dalla vita eterna per morire. Di quando nel giardino del Getsemani si rivelò come l’«Io sono» e i Suoi nemici indietreggiarono cadendo al suolo, Egli disse infine: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi (i discepoli)» (Gv 18,8). E si diede volontariamente alla morte.
Dio si offrì e morì affinchè noi possiamo avere vita eterna. Solo in tal modo ci è possibile invocare il nome del Signore per essere salvati.
Poiché Gesù è Colui che è, anche Dio Gli ha dato «il nome che è al di sopra di ogni nome, affinchè nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra,» (Fi 2,9-10). E perciò ancora «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati» (At 4,12).

 

Non possiamo invocare un Dio maggiore di Jahwe, poiché non esiste altro Dio all’infuori di Lui. Tramite il divenire uomo di Gesù, tramite il Suo morire sulla croce e la Sua resurrezione, abbiamo la possibilità di farlo. Gesù è il nostro vero e unico Salvatore per ogni ambito della nostra vita, per ogni problema e per ogni peccato. Egli può risolvere ogni situazione della nostra vita. Gesù ha detto a ragione: «Io e il Padre siamo uno» (Gv 10,30). Perciò anche le parole di Isaia 43,11 si riferiscono a Lui: «Io, io sono il Signore, e fuori di me non c’è salvatore.»

 

Norberh lieth


Ruben

Ruben, Nato a Luino (varese) il 19-giugno-1991. Convertito al vangelo il: novembre 2008 all'età di 17 anni. Servo il Signore predicando la Parola come "predicatore" nella mia assemblea(Luino) e ,di tanto in tanto, anche in altre assemblee evangeliche. Dal 2010 servo il Signore usando la mia passione (informatica) ho quindi aperto il sito internet: www.semplicementelavorando.it

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