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James Charlesworth, professore di studi neotestamentari presso il Princeton Theological Seminary, ha avuto il privilegio di poter analizzare un frammento appartenente ad uno dei manoscritti del Mar Morto, recentemente acquistato dalla Azusa Pacific University. Tale porzione riporta una piccola parte del libro del Deuteronomio, e più precisamente alcuni versetti del capitolo 27, nei quali Mosé dà disposizioni per la costruzione di un altare sul quale offrire sacrifici a Dio, non appena il popolo fosse riuscito ad entrare nella Terra Promessa. Questo altare era da erigersi utilizzando grandi pietre imbiancate, sulle quali sarebbero state riportate tutte le parole della legge rivelata da Dio.

Il professor Charlesworth afferma senza dubbio l’autenticità del frammento analizzato, nel quale vi é una piccola ma curiosa variazione rispetto a quanto tramandato in seguito, e oggi presente nelle Scritture: il monte sul quale costruire l’altare, fino ad oggi identificato nell’Ebal, sarebbe in realtà il Gherizim, perlomeno stando a quanto dice il prezioso reperto. Data la generale correttezza dei testi rinvenuti nelle grotte di Qumran, Charlesworth ipotizza che anche in questo caso si debba pensare ad una redazione con una bassa probabilità di errore di copiatura.

La modifica, seppur ben lontana dall’essere determinante, ha il pregio di stimolare la riflessione su alcuni testi biblici, quali, ad esempio, la pronuncia delle benedizioni e maledizioni (Deuteronomio cap.28), oppure il discorso tra Gesù e la samaritana (Giovanni 4). Nel primo caso, il popolo israelitico era chiamato a salire sul monte Gherizim per pronunciare le benedizioni promesse da Dio per coloro che lo avessero seguito, e poi spostarsi sull’Ebal per pronunciare le maledizioni riservate ai ribelli. Se la tesi di Charlesworth fosse vera, allora vedremmo gli israeliti pronunciare le benedizioni proprio laddove sarebbe sorto l’altare, indicando figurativamente come la presenza dell’Eterno sia tra quelli che lo seguono. Secondo la lettura odierna, invece, il passaggio presenta qualche problema in più, perché Dio avrebbe richiesto la pronuncia delle benedizioni in un luogo lontano dal suo altare, mentre le maledizioni sarebbero state recitate nel luogo su cui edificare. Non che questo sia impossibile, ma certo rappresenta un ostacolo maggiore alla comprensione del perché di tale scelta, cosa invece molto mitigata dalla lettura del prof. Charlesworth.

Il Gherizim é inoltre ritenuto da molti il luogo in cui Abraamo costruì il proprio altare all’Eterno (Ge.12:6-7), cosa che venne poi ripetuta da Giacobbe (Ge.33:18-20). Si tratterebbe perciò di una analogia con quanto compiuto da altri patriarchi, in una sorta di conferma del passato.

Il monte Gherizim era poi considerato un luogo sacro dai samaritani, i quali affermavano che soltanto su esso bisognava adorare (cfr. il discorso di Gesù con la samaritana, Gv.4:1-30). I samaritani erano cioé convinti di avere dalla loro parte tradizione, antichità cultuale, e legittima successione rispetto ai patriarchi. Caratteristiche, queste, delle quali si erano però sbarazzati piuttosto velocemente in passato, quando, a causa del timore di soffrire per mano di Antioco le stesse persecuzioni che quest’ultimo stava infliggendo ai Giudei, decisero di offrire al tiranno il proprio tempio, richiedendo inoltre che fosse dedicato nientemeno che a Giove Olimpo (Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, 12.257-264). Ad ogni modo, vediamo come l’eventuale correttezza delle tesi di Charlesworth possa aver rappresentato un rafforzativo delle convinzioni dei samaritani, i quali traevano il proprio pensiero teologico dal solo Pentateuco, o Torah, tralasciando il resto delle Scritture ebraiche.

Una notizia molto interessante, che potrebbe non essere isolata: la Azusa Pacific University ha infatti acquistato recentemente il frammento assieme ad altri quattro della stessa natura, eccezion fatta per un papiro che riporterebbe una parte del libro del profeta Daniele. Staremo a vedere quello che gli esperti ci diranno a riguardo.


Ruben

Ruben, Nato a Luino (varese) il 19-giugno-1991. Convertito al vangelo il: novembre 2008 all'età di 17 anni. Servo il Signore predicando la Parola come "predicatore" nella mia assemblea(Luino) e ,di tanto in tanto, anche in altre assemblee evangeliche. Dal 2010 servo il Signore usando la mia passione (informatica) ho quindi aperto il sito internet: www.semplicementelavorando.it

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